Bruxelles, 1568 - Anversa, 1625
Jan Brueghel il Vecchio, chiamato anche Brueghel di Velluto per la seduzione provocata dai suoi colori, è il secondo figlio di Pieter Brueghel il Vecchio e il fratello di Pieter Brueghel il Giovane.
Spende i primi anni dell’apprendistato nella bottega di Pieter Goekindt, pittore anversese, prima di partire verso il 1590 per l’Italia. Lo ritroviamo quello stesso anno a Napoli, poi, tra il 1593 e il 1594, a Roma, e finalmente a Milano nel 1595, dove gode della protezione del cardinale Borromeo.
Nel 1596, torna ad Anversa dove s’iscrive in quanto maestro nella corporazione dei pittori. Acquisisce il diritto di borghesia nel 1601, e occupa l’anno seguente la carica di decano della corporazione. Dopo un viaggio a Praga nel 1604, e un’altro a Norimberga nel 1606, ritorna ad Anversa, dove viene nominato pittore ufficiale della corte dall’arciduca Alberto e dall’infanta Isabella.
Tutti i suoi soggetti – tra l’altro molto vari – sono trattati con grande raffinatezza, con precisione e con estrema virtuosità. Sopratutto, l’artista si rivela uno dei più grandi specialisti del paesaggio di tutto il Seicento. Ne rinnova, infatti, completamente la concezione, creando un genere al contempo semplice e lirico, legando i diversi piani con personaggi talora eseguiti da Rubens.
Daniel Seghers è, oltre al figlio Jan II, il suo unico allievo, anche se l’influenza di Jan Brueghel il Vecchio fu immensa, e determinante per più generazioni di pittori.
L’artista fu tante volte invitato a eseguire gli sfondi dei paesaggi delle composizioni di Frans Francken il Giovane, di Hendrik van Balen e di Hans Rottenhammer, oppure a riempire di figure i paesaggi di Paul Bril e di Joost de Momper.